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Una birra non filtrata è una birra che non ha subito il processo di microfiltrazione prima dell’imbottigliamento. Questo significa che i lieviti utilizzati durante la fermentazione rimangono presenti nella birra, insieme ai sedimenti naturali che si formano durante il processo produttivo.
Visivamente si riconosce subito: il colore è opaco, torbido, a volte velato. La schiuma tende ad essere più cremosa e persistente rispetto alle birre filtrate. All’olfatto e al gusto, la presenza dei lieviti aggiunge note di pane fresco, frutta, spezie e una complessità aromatica che le birre filtrate spesso perdono nel processo di chiarificazione.
Un’altra caratteristica importante è che i lieviti nella bottiglia continuano ad essere attivi — lentamente, ma continuano. Questo significa che una birra non filtrata è una birra viva, che evolve nel tempo e che può essere conservata per maturare ulteriormente se stoccata correttamente.
I due termini vengono spesso confusi ma indicano processi diversi. La filtrazione rimuove fisicamente i lieviti e i sedimenti dalla birra. La pastorizzazione li elimina tramite calore, uccidendo i microrganismi per prolungare la shelf life del prodotto.
Una birra può essere non filtrata ma pastorizzata — in quel caso mantiene il colore torbido ma perde la vitalità dei lieviti. Una birra non filtrata e non pastorizzata è invece completamente viva, con lieviti attivi che continuano il loro lavoro nella bottiglia. La maggior parte delle birre artigianali non filtrate che trovi in questa selezione rientra in questa seconda categoria.
La Weizen è la birra non filtrata per eccellenza della tradizione tedesca. Prodotta con almeno il 50% di malto di frumento, si distingue per le caratteristiche note di banana e chiodo di garofano prodotte dal lievito specifico utilizzato nella fermentazione. La Hefeweizen — letteralmente “lievito di frumento” — è la versione non filtrata della Weizen, con un colore torbido dorato e una schiuma abbondante. È una delle birre più bevute d’estate in Germania e una delle non filtrate più accessibili per chi si avvicina a questo stile per la prima volta.
La Blanche è la risposta belga alla Weizen tedesca. Prodotta con frumento non maltato e speziata tradizionalmente con scorze d’arancia e coriandolo, ha un colore più pallido e velato, un corpo leggero e una bevuta fresca e agrumata. Le Blanche belghe — Blanche de Namur, Blanche de Bruxelles, Blanche de Bruges, Blanche de Honnelles — sono tra le referenze più amate del nostro catalogo e rappresentano il punto di ingresso ideale per chi vuole esplorare le birre non filtrate senza trovarsi davanti a profili troppo complessi.
La Kellerbier — letteralmente “birra da cantina” — è una lager non filtrata di tradizione bavarese, originariamente maturata in cantine sotterranee prima di essere servita direttamente alla spina. Ha un colore ambrato, una carbonazione moderata e un profilo maltato con note erbacee. Rispetto alla Weizen è più strutturata e meno fruttata — una birra da pasto, abbinabile facilmente a carni alla griglia e formaggi stagionati. La versione da 1 litro di Kaiserdom è una delle referenze più richieste del catalogo.
Molte Belgian Ale — Tripel, Dubbel, Saison — vengono prodotte senza filtrazione, soprattutto nelle versioni rifermentate in bottiglia. In questo caso i lieviti aggiungono complessità al profilo già ricco di questi stili, con una fermentazione secondaria che può durare mesi o anni. Sono birre adatte alla cantinatura e offrono un’esperienza di degustazione che cambia sensibilmente nel tempo.
Le birre non filtrate richiedono più attenzione nella conservazione rispetto alle filtrate, proprio perché contengono lieviti vivi. La regola base è tenerle al fresco — tra i 4 e i 12 gradi a seconda dello stile — al riparo dalla luce diretta e preferibilmente in posizione verticale, per far depositare i sedimenti sul fondo della bottiglia.
La luce è il nemico principale: i raggi UV alterano i composti del luppolo producendo off-flavor sgradevoli. Per questo molte birre non filtrate di qualità vengono imbottigliate in vetro scuro o in bottiglie opache.
Se vuoi consumarla fresca e beverina — come nel caso delle Weizen e delle Blanche — bevila entro poche settimane dall’acquisto, alla temperatura di servizio corretta: tra i 6 e i 8 gradi. Se invece hai una Belgian Ale non filtrata o una birra forte rifermentata, puoi lasciarla maturare in cantina anche per anni — i lieviti faranno il resto.
La prima regola è non agitare la bottiglia. I sedimenti depositati sul fondo fanno parte della birra, ma se li si agita prima di versare il risultato è una birra eccessivamente torbida e con un profilo aromatico sbilanciato.
Il metodo corretto dipende dallo stile. Per una Weizen o una Blanche, versa quasi tutto il contenuto nel bicchiere inclinato a 45 gradi, poi ruota delicatamente la bottiglia per raccogliere i sedimenti e versare l’ultimo dito — questa parte più torbida aggiunge corpo e aromi. Per una Keller o una Belgian Ale non filtrata, lascia il sedimento nella bottiglia e versa lentamente.
Il bicchiere ideale per una Weizen è il classico vaso alto e svasato che consente di esaltare la schiuma. Per le Blanche va bene un calice ampio. Per le Keller una pinta o un boccale basso.
Uno dei birrifici tedeschi più antichi, con sede a Bamberga in Baviera. La loro linea di birre non filtrate — Kellerbier, Hefeweisse, Weissbier — è disponibile anche nel formato da 1 litro, ideale per condivisione e per la grigliata. Birre di grande pulizia tecnica, con il profilo classico della tradizione bavarese.
Prodotta dalla Brasserie du Bocq nel Namur belga, è una delle Blanche più bevute del Belgio e uno dei prodotti di punta del nostro catalogo. Leggera, speziata, con sentori agrumati e una schiuma fine e persistente. Disponibile in più formati.
Prodotta dalla Brasserie Lefebvre, è una Blanche classica con un profilo aromatico più rotondo rispetto alla Namur. La sua disponibilità in più formati la rende una delle referenze più versatili per chi vuole avvicinarsi alle birre di frumento belghe.
Lupulus è un birrificio delle Ardenne specializzato in birre forti, ma la loro Blanche è una delle sorprese della gamma — leggera, fresca, con una bevuta estremamente pulita nonostante provenga da un birrificio noto per le produzioni alcoliche più impegnative.
Birrificio urbano bruxellese fondato nel 2015, tra i più innovativi del panorama belga contemporaneo. La Grosse Bertha è una Keller belga da 7% — più strutturata e alcolica della media delle non filtrate, con un profilo complesso che unisce la tradizione tedesca alla creatività belga.
Il birrificio di Appenzell produce birre di montagna con acqua di sorgente alpina. La Quollfrisch è una Keller svizzera dal carattere deciso, con una mineralità che la distingue nettamente dalle versioni tedesche dello stesso stile.
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