La denominazione di Birra Trappista è un’assegnazione legale che tutela le birre che ne fanno parte, in modo simile a un marchio registrato. Nasce nel 1962 a seguito di un’azione legale guidata dal birrificio Chimay. Con il termine “birra trappista” non si definisce uno stile birrario, ma il rispetto di criteri produttivi rigorosi legati al luogo e al metodo di produzione, mantenuti oggi da appena dieci birrifici al mondo.
Questa selezione copre referenze da praticamente tutti i birrifici Trappisti autentici esistenti — Chimay, Westmalle, Westvleteren, Orval, Rochefort, La Trappe, Engelszell, Tre Fontane, Tynt Meadow, Spencer — oltre ad Achel e Zundert, due nomi storicamente legati alla tradizione trappista che oggi non detengono più la denominazione ufficiale. Ordina online, spedizione in tutta Italia.
Visualizzazione di 1-12 di 69 risultati




1 disponibili

24 disponibili

15 disponibili

3 disponibili

40 disponibili

31 disponibili

25 disponibili

1 disponibili

7 disponibili
Visualizzazione di 1-12 di 69 risultati
Con il termine Birra Trappista non si intendono stili precisi, ma l’appartenenza al marchio “Authentic Trappist Product”, rappresentato dal logo esagonale, che garantisce una tutela legale simile a quella di un marchio registrato. Per ottenerlo, un birrificio deve rispettare tre requisiti: la birra deve essere prodotta all’interno delle mura di un’abbazia trappista; il processo produttivo deve essere svolto dai monaci o sotto il loro diretto controllo; la produzione non deve avere come obiettivo il profitto, e i ricavi devono servire al sostentamento dei monaci, alla manutenzione degli edifici, o a opere caritatevoli.
I diritti esclusivi su questa denominazione furono ottenuti nel 1962 a seguito di un’azione legale guidata da Chimay. Attualmente sono dieci i birrifici al mondo che possono fregiarsi del marchio Authentic Trappist Product: cinque in Belgio (Chimay, Westmalle, Westvleteren, Orval, Rochefort), uno nei Paesi Bassi (La Trappe), e uno ciascuno in Austria (Engelszell), Italia (Tre Fontane), Regno Unito (Tynt Meadow) e Stati Uniti (Spencer).
Chimay, il birrificio che ha guidato la battaglia legale del 1962 ed è oggi il più diffuso a livello internazionale, è presente con la gamma quasi completa: Doree, Rouge, Triple, e la Blu nelle sue varianti, comprese le edizioni Grande Reserve Barrique invecchiate in botte in diverse annate.
Westmalle, tra le Trappiste più storiche e influenti al mondo, offre la Dubbel e la Triple — quest’ultima considerata da molti birrai la Tripel di riferimento da cui sono nate tutte le interpretazioni successive dello stile — e la Extra, versione più leggera per il consumo quotidiano dei monaci.
Westvleteren, leggendaria per la sua scarsissima disponibilità commerciale, è rappresentata dalla Westvleteren 8, spesso citata tra le migliori birre al mondo nelle classifiche di settore.
Orval, riconoscibile per la sua iconica bottiglia a forma di birillo e per l’uso di Brettanomyces che ne fa evolvere il sapore nel tempo, è una delle Trappiste più distintive dal punto di vista stilistico.
Rochefort offre la gamma numerata in base alla densità del mosto: la 6, la 8, e la 10, tra le Quadrupel più apprezzate al mondo a 11,3°.
La Trappe, prodotta nell’abbazia di Koningshoeven dal 1884, è rappresentata dalla gamma più ampia del catalogo: Blonde, Dubbel, Isid’Or, Tripel, Quadrupel e Witte.
Engelszell, unica Trappista austriaca, con la Gregorius e la Nivard, meno conosciute ma autentiche.
Tre Fontane, prodotta nell’abbazia romana delle Tre Fontane, è l’unica Trappista italiana, presente con la Scala Coeli e con la collaborazione Sinergia realizzata insieme a Spencer.
Tynt Meadow, prima e unica Trappista del Regno Unito dal 2018, è presente con la Ale originale e la Blond.
Spencer, unica Trappista statunitense, è rappresentata dalla Holiday Ale, oltre alla già citata collaborazione con Tre Fontane.
Achel, storicamente Trappista, ha perso la denominazione nel 2021 per assenza di una comunità monastica attiva e definitivamente lo status nel 2023 dopo la vendita dell’abbazia a un privato. Continua a produrre con le stesse ricette — la Tripel e la Brune nel catalogo — motivo per cui viene oggi classificata correttamente come birra d’abbazia, non più come Trappista.
Zundert, Trappista olandese la cui produzione è cessata definitivamente nell’estate 2025 con la chiusura dell’abbazia, è ancora reperibile nel catalogo nelle versioni Trappist 8 e Trappist 10 fino a esaurimento scorte.
Una delle caratteristiche più interessanti della denominazione Trappista è che, pur essendo un marchio legale e non uno stile, le birre che lo portano sono spesso molto diverse tra loro nel profilo gustativo. Una Chimay Doree leggera a 4,8° e una Rochefort 10 strutturata a 11,3° condividono lo stesso marchio di autenticità ma offrono esperienze di degustazione completamente diverse — la denominazione garantisce il metodo produttivo e l’autenticità monastica, non un sapore specifico.
Solo i membri dell’Associazione Internazionale Trappista possono avanzare una domanda di attribuzione del marchio per un prodotto.
Ricevuta la domanda, il presidente e gli amministratori dell’associazione aprono la procedura di valutazione che può durare parecchi mesi. La proceduta comprende un’indagine approfondita, una visita di controllo delle condizioni di produzione e di qualità richieste per l’attribuzione del marchio di birra trappista.
Infine, il Consiglio di Amministrazione dell’associazione “Authentic Trappist Product” prende la decisione di attribuire o no il marchio al prodotto.
Aggiunto al carrello
Dai un'occhiata al nostro negozio per vedere cosa è disponibile