La Stout nasce nelle Isole Britanniche — Inghilterra e soprattutto Irlanda, dove la Guinness ne ha fatto un’icona globale — come evoluzione delle Porter del XVIII secolo. “Stout” significava originariamente “forte”, e indicava le versioni più robuste delle Porter prima che lo stile prendesse vita propria. Oggi la famiglia Stout comprende un ventaglio amplissimo, dalle Irish Stout secche e cremose alle Imperial Stout americane ad alta gradazione, spesso invecchiate in botte.
Con 88 referenze, questa è una delle selezioni più ampie del catalogo: trovi Deschutes con la sua celebre linea The Abyss in più annate, Founders con la Breakfast Stout e la KBS, insieme a interpretazioni italiane, belghe e irlandesi. Una selezione troppo ampia per essere riassunta in poche righe — qui trovi solo alcuni dei protagonisti, ma il catalogo completo include molti altri birrifici. Ordina online, spedizione in tutta Italia.
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Nel XVIII secolo, “stout porter” indicava semplicemente le versioni più forti e robuste della Porter, la birra scura più diffusa a Londra. Con il tempo il termine si è staccato dalla Porter per diventare uno stile a sé, mentre l’Irlanda — e in particolare la Guinness, fondata nel 1759 — ha sviluppato una propria interpretazione più secca e meno dolce, che oggi è probabilmente l’immagine più riconoscibile dello stile a livello mondiale.
Deschutes, birrificio americano di Bend in Oregon, è rappresentato in questa selezione dalla sua linea più ambiziosa: The Abyss, una Imperial Stout invecchiata in botti diverse — bourbon, porto, vino — disponibile in più annate (2015, 2016, 2019 nelle versioni Old World e Port). Ogni annata cambia in base alle botti utilizzate, producendo risultati sempre diversi ma sempre di alto livello, pensati per la collezione e la degustazione lenta più che per il consumo quotidiano.
Founders, birrificio del Michigan, porta due delle sue referenze più celebri: la Breakfast Stout, con note di caffè e avena che richiamano, appunto, una colazione robusta; e la KBS (Kentucky Breakfast Stout), invecchiata in botti di bourbon, una delle Imperial Stout più ricercate dagli appassionati a livello internazionale.
Il catalogo include molte altre interpretazioni dello stile: Antikorpo con la sua Jingle Rats II, di produzione italiana; Kerel, belga, con la sua Stout più classica; Monk’s Stout, altra interpretazione belga; O’Hara’s Irish Stout Nitro, irlandese, servita con il caratteristico sistema nitro che produce una schiuma cremosa e compatta; e Orso Verde con la LA15, italiana e a gradazione elevata. Questa è solo una parte della selezione — il catalogo prosegue su otto pagine con molte altre referenze internazionali.
L’Irish Stout, come la O’Hara’s, è secca, poco dolce, spesso servita con sistema nitro per una cremosità caratteristica. L’Oatmeal Stout aggiunge farina d’avena alla ricetta per una sensazione in bocca più morbida e setosa. L’Imperial Stout o Russian Imperial Stout, come quelle di Deschutes e Founders, porta la gradazione ben oltre il 9-10°, con un’intensità di malto tostato, caffè e cioccolato molto più marcata, spesso accompagnata da un periodo di invecchiamento in botte.
Le Stout leggere si abbinano bene con ostriche, carni rosse alla griglia e formaggi stagionati. Le Imperial Stout più intense funzionano meglio con dessert al cioccolato fondente o da sole come birre da meditazione a fine pasto. La temperatura di servizio varia molto in base alla gradazione: le Irish Stout si servono fresche, intorno ai 6°-8°, mentre le Imperial Stout più alcoliche guadagnano complessità a temperature più vicine ai 12°-14°.
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