Eggenberg

Schloss Eggenberg: il castello austriaco che produce birra dal Medioevo

Ci sono birrifici storici. E poi c’è Schloss Eggenberg, il cui castello esisteva già quando Carlo Magno era morto da appena 130 anni.
Le mura del castello di Vorchdorf, nel Salzkammergut austriaco, vengono erette nel 971. Il diritto di produrre birra viene concesso ai signori del castello nel 1300. Il primo documento cartaceo che ne attesta l’attività brassicola risale al 1449 — rendendolo il birrificio più antico dell’Austria. La vendita commerciale oltre le mura del maniero inizia nel 1681. Nel 1803 il castello e il birrificio vengono acquisiti da Johan George Forstinger, capostipite della famiglia Forstinger-Stöhr che lo gestisce ancora oggi, alla settima generazione.
Più di mille anni di mura. Più di settecento anni di birra. Una famiglia alla guida da oltre due secoli.

Storia del birrificio Schloss Eggenberg

Il Salzkammergut — letteralmente “il patrimonio del sale” — è una delle regioni più suggestive dell’Austria: laghi, montagne, foreste e un’eredità storica che risale all’epoca celtica. È in questo contesto eccezionale che il castello di Eggenberg sorge nel cuore medievale dell’Alta Austria, a Vorchdorf, tra paesaggi che nei secoli hanno ispirato pittori, compositori e imperatori.
Per i primi secoli, la produzione di birra è riservata agli abitanti dei villaggi limitrofi — una funzione comunitaria, non commerciale. La svolta arriva nel 1681, quando un commerciante acquista castello e birrificio e avvia la distribuzione oltre le mura. Da quel momento, Schloss Eggenberg inizia il percorso che lo porterà a diventare uno dei produttori di birre speciali più rispettati d’Europa.
Nel 1877 un incendio devasta quasi completamente il birrificio storico. La famiglia lo ricostruisce. Nel 2000 viene inaugurata una nuova brewhouse moderna accanto all’edificio originale — concepita con ampie vetrate panoramiche che si aprono sulle montagne e sui laghi del Salzkammergut. La tradizione e la modernità convivono fisicamente nello stesso spazio.
Nel 1992 viene fondata Eggenberger International, con l’obiettivo esplicito di portare le specialità del birrificio sui mercati mondiali. Oggi le birre Eggenberg vengono esportate in 45 Paesi. Un birrificio che per secoli ha servito i villaggi vicini rifornisce ora i mercati di mezzo mondo.

Filosofia del birrificio

Eggenberg è specializzato in un segmento preciso e difficile: birre ad alta gradazione alcolica, lunga maturazione e capacità di invecchiamento eccezionale. Non è una scelta di marketing — è una vocazione produttiva che richiede tempi, attrezzature e pazienza che la maggior parte dei birrifici non è disposta a sostenere.
Tutte le birre di punta vengono prodotte nel rispetto del Reinheitsgebot — l’Editto di Purezza Tedesco del 1516 che impone l’uso esclusivo di acqua, malto d’orzo, luppolo e lievito. Nessun additivo, nessuna scorciatoia. Una disciplina che in un’epoca di ingredienti esotici e aggiunte creative rappresenta una dichiarazione di principio.
La maturazione lunga è l’altro elemento distintivo. Dove la maggior parte dei birrifici conta i giorni di fermentazione in settimane, Eggenberg li conta in mesi — fino a dieci mesi per alcune referenze. Le cantine del castello diventano così l’ingrediente silenzioso che trasforma birre già eccezionali in qualcosa di unico.

Le birre iconiche del birrificio Schloss Eggenberg

Urbock 23° — la birra che ha costruito la reputazione internazionale di Eggenberg, creata negli anni Settanta specificamente per il mercato globale. Il numero 23 non indica la gradazione alcolica ma i gradi saccarometrici — la concentrazione di zuccheri nel mosto prima della fermentazione. La gradazione alcolica è del 9,6%, sufficiente a giustificare la denominazione di “Cognac delle birre” che le viene attribuita in molti Paesi.
Colore tra il biondo e l’aranciato, corpo pieno e cremoso, schiuma tipicamente assente al versaggio — segno di una birra densa e strutturata. Al naso: malto intenso, frutta matura, note che ricordano i pesca e le prugne macerate. In bocca è pastosa, con un gusto abboccato in apertura che vira verso un finale amarognolo dominante dove il luppolo, rimasto in sordina per tutta la bevuta, prende il sopravvento. Prodotta seguendo il Reinheitsgebot, matura per nove mesi nelle cantine del castello prima di essere commercializzata. Può essere conservata fino a cinque anni dalla data di imbottigliamento.

Samichlaus — una birra con una storia straordinaria dentro la storia del birrificio. Samichlaus è il nome di San Nicola in dialetto svizzero tedesco. La birra nasce nel 1980 alla Hürlimann Brewery di Zurigo, in Svizzera — e all’epoca della sua creazione era la birra più forte al mondo, al 14% di gradazione. Veniva prodotta una sola volta l’anno, il 6 dicembre — giorno di San Nicola — poi lasciata maturare per dieci mesi e imbottigliata per le feste dell’anno successivo. Il Guinness dei Primati la registra come la lager a bassa fermentazione più alcolica al mondo.

Nel 1997 la produzione si interrompe bruscamente: la Feldschlössen, che aveva acquisito la Hürlimann, la considera troppo costosa e poco redditizia. Gli appassionati di tutto il mondo — guidati da critici come Michael Jackson e Roger Protz — si mobilitano per chiederne il ritorno. Nel 1999 Eggenberg acquisisce marchio e ricetta originale. Nel 2000, a sorpresa, la Samichlaus riappare sui mercati mondiali — prodotta in Austria, con la ricetta svizzera originale, rispettando il rituale del 6 dicembre.

Oggi la Samichlaus viene ancora prodotta una volta all’anno, il 6 dicembre, e matura dieci mesi prima di essere imbottigliata. Al naso: malto caramellato, melassa, toffee, frutta secca sciroppata — fichi, prugne, uvetta — vaniglia e liquirizia. Al palato è cremosa, densa quasi fisicamente, con una dolce sapidità e note di frutta candita che chiudono in caldo, quasi liquoroso. Disponibile nelle versioni Classic, Helles, Schwarzes e Barrique — quest’ultima affinata in botti di ex-Chardonnay austriaco.
È una birra da meditazione, da cantina, da sorseggiare lentamente. E da non confrontare con niente altro.

Un birrificio per intenditori, in un castello che ha visto dieci secoli

Eggenberg occupa una nicchia precisa nel panorama brassicolo mondiale: non è il birrificio più grande, non è il più innovativo, non insegue i trend del craft beer contemporaneo. Produce poche birre, estreme, con tempi lunghissimi, in un castello che esiste da prima che esistesse l’Austria come Stato.
Per chi ama le birre che richiedono tempo — per essere prodotte, per maturare e per essere capite — Eggenberg è un riferimento senza alternative.

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