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La storia della Blanche moderna è inseparabile da quella di un uomo solo. Pierre Celis era cresciuto a Hoegaarden aiutando occasionalmente in uno degli ultimi birrifici locali ancora attivi, mentre lavorava come lattaio. Quando nel 1957 anche quell’ultimo birrificio chiuse, lo stile sembrava destinato a scomparire definitivamente. Dieci anni dopo, Celis decise di riprodurre la ricetta a memoria in un fienile, usando gli ingredienti tradizionali — frumento non maltato, coriandolo, scorza d’arancia amara di Curaçao. Il successo fu immediato e lo stile, da quasi estinto, è oggi uno dei più riconoscibili al mondo.
Il nome stesso — “bianca” in francese, “wit” in fiammingo — deriva dall’aspetto torbido e quasi lattiginoso dato dall’alta percentuale di frumento non maltato nella ricetta, che può arrivare al 50-60% del totale dei cereali. Questa torbidità, che in altri stili sarebbe considerata un difetto, è qui una caratteristica distintiva e ricercata.
Il profilo aromatico è definito da due elementi: le spezie aggiunte — quasi sempre coriandolo e scorza d’arancia amara — e i composti fenolici prodotti dal lievito belga durante la fermentazione, che danno note speziate ed erbacee complementari. Il risultato è una birra fresca, leggermente acidula, con una carbonazione vivace che la rende ideale come birra estiva o da aperitivo.
Blanche de Namur, Blanche de Bruges, Blanche de Bruxelles e Blanche de Honnelles rappresentano quattro interpretazioni diverse dello stesso stile, prodotte da birrifici belgi distinti ma fedeli alla stessa impostazione classica — frumento, coriandolo, scorza d’arancia. La St Bernardus Wit aggiunge il pedigree di un birrificio storico nato come fornitore per l’abbazia di Saint Sixtus. La Troublette e la Lupulus Blanche portano interpretazioni più moderne dello stile, mentre la Kerkom Bink Blanche Bio rappresenta la versione biologica.
La Blanche si serve fresca, tra i 3° e i 6°, nel caratteristico bicchiere svasato che ne esalta gli aromi agrumati. Va sempre versata con l’ultimo residuo di lievito sul fondo della bottiglia ruotato delicatamente, perché contribuisce sia alla torbidità caratteristica sia a una parte importante del profilo aromatico — versarla solo limpida significa perdere buona parte di quello che rende una Blanche riconoscibile.
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