Il famosissimo birrificio belga Dubuisson è stato fondato nel 1769, e da ben otto generazioni la birreria è tramandata da padre in figlio, rimanendo sempre un birrificio indipendente, nonché uno dei più antichi della Vallonia.
Grazie alla sua storicità Dubuisson ha sperimentato e superato tutti i momenti più bui della storia birraia: dai divieti di Asburgo, all’Editto Napoleonico, alle requisizioni dei birrifici durante le guerre, conservando intatto lo spirito di ricominciare e soprattutto di ammodernare l’azienda.
Attualmente Dubuisson è uno dei birrifici più moderni del Belgio, nonostante mantenga intatta la tradizione nelle sue ricette.
La parte più forte del birrificio è senz’altro quella dedicata alla linea delle birre speciali maturate in botti antiche. All’interno del birrificio c’è una vera e propria sezione dedicata alla maturazione e a tutte le botti di rovere che contenevano i vini più antichi e rinomati della Borgogna e che ora ospitano le fantastiche Bush de Nuits, Bush de Charmes e Bush Prestige, tutte a tiratura limitata.
Ci sono birrifici che producono birra. E poi c’è Dubuisson, che la produce dal 1769.
Non è un dettaglio da comunicato stampa. È una prospettiva. Nel 1769 Mozart aveva tredici anni. La Rivoluzione Francese non era ancora scoppiata. E a Pipaix, un piccolo villaggio della Vallonia belga a quindici chilometri da Tournai, Joseph Leroy fondava quella che sarebbe diventata la più antica fabbrica di birra artigianale della Vallonia — e una delle più longeve del Belgio intero.
Le origini di Dubuisson sono ancora più antiche della data ufficiale. Prima del 1769, la famiglia Leroy produceva birra nella tenuta nobiliare di Ghissegnies, situata proprio di fronte all’attuale birrificio. Fu l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria a cambiare tutto: per eliminare la concorrenza sleale delle birrerie signorili — esentate dalle imposte — ne ordinò la demolizione. Joseph Leroy non si fermò: fondò un birrificio indipendente su terra non signorile, ottenendo la propria autonomia da agricoltore-birraio.
Da quel momento, otto generazioni della stessa famiglia si sono succedute senza mai cedere il controllo a terzi. Dubuisson è rimasto 100% indipendente, attraversando indenne i divieti asburgici, l’occupazione napoleonica, le requisizioni delle guerre mondiali. Ogni volta: ricostruzione, rilancio, avanti.
Oggi è Hugues Dubuisson, ottava generazione, a guidare il birrificio. Stesso indirizzo di sempre, a Pipaix. Stessa ossessione per la qualità.
Nel 1933 Alfred Dubuisson — nonno di Hugues — creò una birra da degustazione ispirata alle grandi tradizioni inglesi, allora molto in voga. La chiamò Bush Beer, traduzione inglese di Bière Dubuisson. La ricetta è rimasta pressoché invariata fino ad oggi, rendendola uno dei marchi di birra belga più antichi ancora in commercio.
Negli Stati Uniti la stessa birra viene commercializzata con il nome Scaldis — dal fiume Schelda — per evitare confusione con l’Anheuser-Busch di St. Louis. Una curiosità che dice tutto sull’importanza internazionale di questo birrificio artigianale belga.
La produzione attuale di Dubuisson si divide in tre filoni principali:
Gamma Bush — il cuore del birrificio. Birre belghe forti, complesse, con gradazioni importanti. La Bush Ambrée è il capostipite; la Bush Blonde e la Bush Triple completano la famiglia per chi cerca stili diversi ma sempre con carattere marcato.
Cuvée des Trolls — più accessibile nei gradi, non nel carattere. Una birra belga dal profilo fruttato e speziato, con la personalità folkloristica che solo un birrificio vallone può permettersi.
Linea Barrel Aged — il progetto più ambizioso. All’interno del birrificio esiste una vera bottaia dedicata alla maturazione in botti di rovere che in precedenza hanno ospitato i grandi vini della Borgogna. Le birre maturano da 6 a 9 mesi e ne escono trasformate. La Bush de Nuits è l’espressione più compiuta di questo lavoro: una birra artigianale che incrocia il mondo birrario belga con quello enologico francese.
Nel 1990 Hugues Dubuisson avvia un’espansione progressiva della gamma, puntando esclusivamente su specialità di alto livello. Nel 2013 il birrificio inizia a coltivare il proprio luppolo — controllo totale sulla filiera, dalla terra alla bottiglia. Oggi Dubuisson esporta in oltre 40 Paesi, con l’estero che rappresenta quasi il 50% della produzione totale.
Nel 2007 è stato tra i fondatori di Belgian Family Brewers, l’associazione che riunisce i birrifici belgi storici a conduzione familiare — un presidio concreto contro l’omologazione industriale del mercato.
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